36) Bohr. Libert e determinismo.
La lezione della fisica atomica e della biologia dimostrano le
notevoli possibilit di adattarsi all'ambiente da parte di un
organismo. Per  impossibile trattare l'argomento su di una base
esclusivamente fisica. E' bene chiedere aiuto alla psicologia.
N. Bohr, I quanti e la vita, traduzione di P. Gulmanelli,
Boringhieri, Torino, 1974, secondo rist., pagine 69-73.

 Per illustrare l'argomento possiamo in breve richiamare il
vecchio problema del libero arbitrio. Da quanto  gi stato detto
risulta evidente che il termine volont  indispensabile a una
descrizione completa dei fenomeni psichici, ma il problema  di
stabilire fino a che punto  possibile parlare di libert di agire
in rapporto alle nostre possibilit. Finch ci si attiene a rigidi
principi deterministici, l'idea di una simile libert 
evidentemente esclusa. Tuttavia la lezione generale della fisica
atomica e, in particolare, la portata limitata della descrizione
meccanicistica dei fenomeni biologici suggeriscono che la capacit
dell'organismo di adattarsi all'ambiente include il potere di
scegliere il modo pi adatto al raggiungimento di questo scopo.
Poich  impossibile giudicare della questione su una base
puramente fisica,  della massima importanza riconoscere che
l'esperienza psicologica pu offrire informazioni pi pertinenti
su questi problemi. Il punto decisivo  che, se tentiamo di
predire che cosa un'altra persona decider di fare in una data
situazione, non solo dobbiamo cercare di conoscere tutto di lui,
compresa la storia della sua vita per ci che pu aver contribuito
alla formazione del suo carattere, ma dobbiamo renderci conto che
ci cui noi tendiamo in fondo  di mettere noi stessi al suo
posto. Naturalmente  impossibile dire se una persona vuole fare
una cosa perch crede di potere, o se pu perch lo vuole; ma non
credo ci siano dubbi che ognuno di noi ha la sensazione di potere,
per cos dire, decidere per il meglio in ogni circostanza. Dal
punto di vista della descrizione oggettiva non si pu aggiungere o
togliere nulla, e in questo senso possiamo, sia in senso pratico
che logico, parlare di libert di volere in termini che lascino
adito a parole come responsabilit e speranza, che, come altre
parole indispensabili al colloquio umano, non sono di per s
suscettibili di definizione separata.
Queste considerazioni ci riportano alle implicazioni
epistemologiche della lezione che ci  derivata dagli sviluppi
della fisica circa la nostra posizione di fronte al problema
dell'osservazione. In cambio della nostra rinuncia a quanto
solitamente si pretende dall'interpretazione di tipo classico,
acquistiamo mezzi logici atti a comprendere campi pi vasti di
esperienza, richiedenti un'attenzione particolare sulla scelta del
punto di separazione tra oggetto e soggetto. Poich nella
letteratura filosofica si fa spesso riferimento a diversi gradi di
oggettivit o soggettivit o anche di realt, si osservi che la
nozione di soggetto ultimo e concezioni come quelle del realismo e
dell'idealismo non trovano posto nella descrizione oggettiva,
quale noi l'abbiamo definita; ma questa circostanza ovviamente non
implica alcuna limitazione per l'indagine che ci siamo prefissa.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume quarto, pagine 889-890.
